"L’angelo Gabriele fu mandato da Dio…"

di Fr. Pier Aguilà

 

Da quel momento centrale della storia dell’umanità - l’Incarnazione - è iniziato un movimento che nessuno potrà fermare. Dio ha deciso di "scendere" e manda l’angelo Gabriele ad annunciare a Maria di Nazareth che arriva il Salvatore, l’Emmanuele, Yeshua, "Dio salva"! Dio in missione in mezzo agli uomini!

Non viene naturale pensare al tempo di Avvento come ad un tempo missionario, eppure lo è! In questi giorni benedetti, ci prepariamo ad accogliere di nuovo Colui che è, che era e che viene, Colui che è il Mandato in missione dal Padre per portare la Buona Novella all’uomo, la Novella della Salvezza! La domanda che viene subito in mente è: come questa Salvezza potrà raggiungere ogni uomo… dappertutto? Come il Mandato dal Padre potrà essere accolto dal mondo di oggi?

Se approfittiamo di questo tempo di Avvento per lasciare entrare nel nostro cuore i sentimenti del Salvatore, diventeremo un po’ più consapevoli del fatto che siamo anche noi mandati dal Padre nel suo Figlio Gesù. Si può continuare questa missione del Figlio di Dio unicamente attraverso i suoi discepoli. Non abbiamo bisogno di una nuova visita dell’angelo Gabriele per sapere che il Signore conta su ciascuno di noi! Nel nostro DNA di cristiani c’è la parola "mandato", che troviamo all’alba della nuova creazione, il giorno dell’Annunciazione.

Allora, il tempo di Avvento non sarà forse un tempo di risveglio missionario? S. Francesco Saverio che festeggiamo provvidenzialmente all’inizio dell’anno liturgico, ci aiuterà ad accogliere nel cuore l’ansia missionaria, di fronte ad un mondo che muore di tristezza, che agonizza perché rigetta la sua Salvezza! Con il suo esempio e le sue preghiere, ci aiuterà ad avere una maggiore consapevolezza dell’urgenza di annunciare "colui che salverà il suo popolo dai suoi peccati" (Mt 1,21).

Concretamente, potremmo cogliere l’occasione di questo tempo di grazia per aiutare ogni persona che incontriamo ad accogliere Colui che è mandato dal Padre, Nostro Signore Gesù Cristo. Potremmo essere più attenti ad ogni incontro, ad ogni occasione che la Providenza ci da per comunicare la gioia di avere accolto nella nostra vita Gesù. Potremmo essere un po’ più contagiosi! La grazia speciale legata a questo tempo ci aiuterà perché alla fine dei conti, non siamo noi ad evangelizzare, ma è il Signore che evangelizza attraverso di noi. Il ruolo dello Spirito Santo, così centrale al momento dell’Annunciazione, continua ad esserlo nella missione della Chiesa, come lo ricorda Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio n°29: "Questo Spirito è lo stesso che ha operato nell’Incarnazione, nella vita, morte e Risurrezione di Gesù e opera nella Chiesa". Lasciamolo libero di agire in noi e di mandarci laddove forse non avremmo pensato di andare.

E se abbiamo qualche preoccupazione, ricordiamoci che nel vocabolario dell’Annunciazione, troviamo un’altra espressione significativa e preziosa: "nulla è impossibile a Dio" (Lc 1,37). Questa promessa divina data a Maria per confortarla ed

aiutarla ad accogliere l’Evento più sconvolgente dalla storia dell’umanità, ci è anche di aiuto per la missione a noi affidata. Niente è impossibile al Signore e quindi non abbiamo nessun motivo per scoraggiarci o per venire meno nella grande impresa della Nuova Evangelizzazione. Se apriamo gli occhi, vedremo che, anche se a volte non sembra, il mondo aspetta il suo Salvatore. Il Papa lo ha ricordato ancora qualche giorno fa, scrivendo al Congresso Missionario Americano: "Sono giunto all’intima convinzione che l’umanità attende, con ansia sempre crescente, "la rivelazione dei figli di Dio (Rm 8,19)".

Sull’esempio di S. Francesco Saverio e su quello sempre più impressionante di Giovanni Paolo II, chiediamo al Signore che ogni nostro respiro, fino all’ultimo, sia missionario!

Buon Avvento e Santo Natale a tutti!

Missionariamente in Cristo,

Pier Aguila