Evangelizzare "nello" Spirito Santo…

di Fr. Pier Aguilà

 

 

"Ma Stefano, pieno di Spirito Santo…" (Atti degli Apostoli 7,55) Stefano non esitò a rendere testimonianza al Signore Gesù, senza temere le minacce, e divenne così il primo martire. Leggiamo negli Atti come evangelizzò la gente che lo ascoltava, e S. Luca aggiunge questo particolare "pieno di Spirito Santo".

Giovanni Paolo II ci ricorda al n° 21 della "Redemptoris Missio" che lo Spirito Santo "è il protagonista di tutta la missione ecclesiale", e Paolo VI aveva già affermato al n° 75 della Evangelii Nuntiandi: "L’evangelizzazione non sarà mai possibile senza l’azione dello Spirito Santo." E continua dicendo nello stesso n° 75: "Noi stiamo vivendo nella Chiesa un momento privilegiato dello Spirito… Egli agisce soprattutto nella missione evangelizzatrice".

Questo per noi oggi, cosa vuol dire? L’urgenza di riscoprire il grande sconosciuto, in modo particolare attraverso l’esperienza della sua venuta continua. Lo scorso 14 marzo, il Papa diceva ad un movimento ecclesiale: "Con fervente insistenza, non stancatevi di invocare: "Vieni, o Santo Spirito! Vieni! Vieni!" E’ Lui che rinnova la faccia della terra, è Lui che sa come toccare i cuori ed aprirli al Signore Gesù, è Lui che spinge i fedeli ad annunciare il Vangelo.

Così colmi di Spirito Santo, faremo meno fatica ad annunciare il Vangelo nella nostra vita quotidiana. Se diventiamo sempre più familiari con la sua presenza e quindi con la sua azione, Egli ci suggerirà gli atteggiamenti giusti, le parole adatte, le risposte precise… Ci mostrerà, a volte senza accorgercene, quale strada missionaria imboccare, quale persona ha bisogno della nostra testimonianza viva e gioiosa. E soprattutto infiammerà il nostro cuore, ci comunicherà il suo fuoco di modo che potremo dire come S. Caterina da Siena: "La mia natura è il fuoco"!

Evangelizzare "nello" Spirito Santo vuol dire annunciare il Vangelo rimanendo come "immersi" – è il senso etimologico della parola "battezzati" – nello Spirito di Dio. Cioè? Come lo diceva Paolo VI nella stessa Evangelii Nuntiandi (n° 75): "Si cerca da per tutto di conoscerlo meglio, quale è rivelato dalle sacre Scritture. Si è felici di porsi sotto la sua mozione. Ci si raccoglie attorno a lui e ci si vuol lasciar guidare da lui".

Allora, chi segue questa strada deve essere pronto a qualche sorpresa; assomiglierà infatti al vento che "soffia dove vuole… ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito" (Gv 3,8). Una bella avventura! Il missionario "nello Spirito" non conosce la noia ne la tristezza! Scopre tutti i giorni nuove vie di evangelizzazione. Addirittura, ogni incontro, ogni ituazione può diventare luogo o tempo dello Spirito.

Il giorno della Pentecoste (che rivivremo il 19 maggio), S. Pietro, pieno di Spirito Santo, dichiarò alla folla che Gesù ha effuso lo Spirito Santo "come voi stessi potete vedere e udire" (At 2,33). Vedere e udire lo Spirito Santo, com’è possibile? Eppure migliaia di persone ne fecero l’esperienza, e al loro seguito, generazioni e generazioni di fedeli. E noi oggi? Non sperimenteremo forse né le lingue come di fuoco né il rombo, ma lo Spirito Santo è lo stesso ieri, oggi e sempre. La sua potenza non viene meno con gli anni e coi secoli!!!

Conclusione: spalanchiamo le porte del nostre cuore, della nostra esistenza, delle nostre famiglie, delle nostre parrocchie al soffio dello Spirito di Santità. Invochiamolo tutti i giorni con fervente insistenza. Affidiamogli tutte le nostre iniziative evangelizzatrici, piccole e grandi, ordinarie e straordinarie! Vieni Santo Spirito! Vieni! Vieni!