Le Manifestazioni del fuoco della Gloria di Dio

di Fr. Silouane

Gesù è venuto a “portare il fuoco sulla terra” (Lc 12,49). Quando si legge nella Scrittura che egli è venuto per battezzare “in Spirito Santo e fuoco” (Mt 3,11), si può pensare che si tratti di una forma di insistenza o di una forma metaforica per parlare dello Spirito. Ma, come si vede a Pentecoste, l’esperienza degli Apostoli

è stata accompagnata dalla manifestazione “fisica” di “lingue come di fuoco (che) si dividevano e si posarono su ciascuno di loro” (At 2,3). Questo fuoco è quello della presenza gloriosa dello Spirito Santo che può manifestarsi con effetti fisici riconoscibili come si vede nella Scrittura: il vento o il soffio (Gn 1; Ez 37; At 2,2),l’acqua (Ez 47; Gv 7, 3739),

l’unzione (1Sam 16, 1213; Sal 23, 5 ; Lc 4, 18), e il fuoco (Lc 3, 16 ; At 2, 3).

Si potrebbe credere che tutto questo non sia che una “simbolizzazione” ma l’esperienza dimostra che questi

effetti fisici si manifestano sempre più frequentemente nella preghiera e non sono un simbolo, ma il segno di una comunicazione reale dello Spirito Santo. Sulla base della Parola di Dio, possiamo trarre tre “luoghi”

chiari di queste manifestazioni fisiche del fuoco della gloria di Dio:

 

1. Il fuoco nella predicazione della Parola.

 

2. Le lingue di fuoco nel Battesimo dello Spirito Santo.

 

3. Il fuoco della gloria nell’ombra dello Spirito.

 

1. Il fuoco della Parola: Il Signore diceva al profeta Geremia: “La mia parola non è forse come il fuoco?

oracolo del Signore“ (Ger 23,29 // Ger 5,14). Il fuoco della Parola si manifesta nella predicazione. L’effetto

della Parola di Dio è certamente prima di tutto una grazia che è elargita per la nostra conversione e per la

nostra edificazione. Tuttavia, gli effetti della Parola sono molteplici: lacrime di gioia o di pentimento,

consolazione, pace... Detto questo, non è raro che la predicazione della Parola sia anche accompagnata

dalla manifestazione fisica del fuoco di Dio: nel cuore (in generale) ma anche in tutto il nostro corpo. E’ la

constatazione dei discepoli di Emmaus quando, dopo l’incontro con Gesù che apre la loro intelligenza alla

comprensione delle Scritture (Lc 24,27) e sparisce dalla loro vista (Lc 24,31), si mettono a dire:” (...) Non ci

ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le

Scritture?” (Lc 24,32). Il profeta Geremia descrive in questi termini un’esperienza analoga quando riceve la

Parola di Dio: “Quando parlo, devo gridare, devo proclamare: “Violenza! Oppressione!”. Così la Parola del

Signore è diventata per me motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno. Mi dicevo: ”Non penserò più a lui,non parlerò più nel suo nome!”. Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa” (Ger20, 89).

Questo impatto della Parola di Dio manifesta anche la sua potenza (Rm 1,16) e la sua reale

efficacia (Eb 4,12); è ciò che, a modo suo, afferma Paolo quando dice che: “(...) la mia parola e il mio

messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della

sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”(1 Cor

2, 45).Bisogna credere che la Parola di Dio, che è come un fuoco, è sorgente di rivelazione e di luce (Sal

119,105), come si vede nel Roveto ardente con Mosè (Es 3, 24).

 

2. Le lingue di fuoco nel battesimo dello Spirito Santo: Il fuoco di Dio è comunicato agli Apostoli il giorno

di pentecoste. E’ scritto infatti che il giorno di Pentecoste: ” Apparvero loro lingue come di fuoco che si

dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a

parlare in altre lingue com lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (At 2, 34).

Si vede qui chiaramente che

si tratta di una delle forme della manifestazione dello Spirito Santo, essenzialmente a causa dei segni che

l’accompagnano, così come sono descritti in questo racconto: effusione della pienezza dello Spirito Santo e

dono delle lingue (At 2, 4). Questa grazia pentecostale della venuta del fuoco di Dio era stata profetizzata da Giovanni Battista in questi termini: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3, 16). Gesù, che deve battezzare nello Spirito Santo e nel fuoco, come ha profetizzato il Battista, aveva infatti dichiarato: ”Sono venuto a portare un fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12,49). I tempi messianici erano stati annunciati da Malachia in termini simili ; il profeta dice infatti: ”Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli Eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai” (Ml 3, 12).

Per coloro che l’hanno vissuto, si può dire che questa comunicazione fisica del

fuoco di Dio, nella preghiera allo Spirito, produce gli stessi frutti spirituali di ogni effusione dello Spirito Santo.

 

3. Il fuoco della gloria nell’ombra dello Spirito: Secondo la Scrittura, si tratta di un’unzione di potenza

attraverso la quale spesso il Signore opera dei miracoli. Si vede nel ministero dell’Apostolo Pietro: la Parola

ci dice che: ” (...) portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli sui lettucci e giacigli, perché, quando Pietro

passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme

accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti” (At 5, 1517).

Questa ombra è quella dello Spirito Santo, come possiamo leggere nel racconto dell’annunciazione fatta a

Maria: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo” (Lc 1,

35). E’ di questa stessa potenza che sono stati ricoperti i discepoli nel momento della Trasfigurazione; è

infatti scritto che: “Egli (Pietro) stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua

ombra” (Mt 17, 5). La manifestazione del fuoco della gloria di Dio nell’ombra dello Spirito è diventata, in

questi ultimi anni, un fenomeno abbastanza frequente nella preghiera carismatica. E’ spesso accompagnato

da numerosi segni di guarigione, di liberazione e trasformazione spirituale di numerose vite. Se vuoi

approfondire questo argomento, puoi leggere: Fr. Silouane, « Vos fils et vos filles prophétiseront », Ed. des

Béatitudes, 2005 (NDT. : questo libro sarà prossimamente disponibile in italiano. Vi informeremo della sua

edizione sul sito http://fastmission.it). Nella storia della Chiesa si ha la testimonianza di santi quali Caterina

da Siena, Filippo Neri o Giovanni della Croce, Serafino di Sarov che hanno vissuto questo tipo di effusione

dello Spirito Santo accompagnata da questi fenomeni fisici di ipertermia. Il Signore, che è ricco di grazia,

prende mezzi come quelli per permetterci di provare gli effetti della sua presenza. Che ne sia benedetto!