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Un nuovo amico: lo Spirito Santo… Fr. Pier Aguilà
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Dio sa quante parole avremo sentito sul Consolatore nei giorni scorsi, e sicuramente il nostro desiderio di vivere di Lui e in Lui sarà cresciuto. In questi giorni di preparazione alla Pentecoste, una caratteristica dello Spirito Santo mi appare con un’evidenza nuova: la sua vicinanza, la sua prossimità, la sua concretezza nell’accompagnare la Chiesa e quindi ciascuno di noi sulle strade dell’evangelizzazione. "Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro…" (At 16,6-7) E’ solo un esempio di come lo Spirito Santo sta accanto ai discepoli in ogni situazione e come guida la nostra missione, se glielo permettiamo. Tanti altri passi degli Atti degli Apostoli sottolineano questa relazione così forte tra lo Spirito Santo ed i missionari del Vangelo. Ad esempio, sentiamo gli Apostoli dire: "Noi e lo Spirito Santo" (At 5,32), oppure: "Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi…" (At 15,28). In At 8,29, leggiamo: "Disse allora lo Spirito a Filippo…", oppure di Pietro è scritto: "quando lo Spirito gli disse…" (At 10,19), o ancora alla comunità in preghiera "lo Spirito Santo disse…" (At 13,2), senza parlare di casi un po’ particolari come in At 8,39: "Quando furono usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino." Lo Spirito Santo appare come un amico che accompagna la vita quotidiana dei discepoli di Gesù. Pur essendo invisibile, non è una corrente d’aria! E’ una Persona che parla, che guida, che chiude delle porte e ne apre delle altre… E’ particolarmente vicino ai discepoli di Gesù quando si impegnano nell’evangelizzazione, perché… "fa di essi dei testimoni e dei profeti, infondendo in loro una tranquilla audacia che li spinge a trasmettere agli altri la loro esperienza di Gesù e la speranza che li anima." (Giovanni Paolo II – Redemptoris Missio n°24) Ma non solo! Questo amico è così vicino che può essere definito "l’anima della Chiesa" (Paolo VI), perché si unisce al nostro spirito; ci è così intimo da poter animare le nostre decisioni, le nostre azioni, tutta la nostra vita, se lo lasciamo fare, se lo accogliamo senza riserva. Stiamo per celebrare la solennità liturgica di Pentecoste e con essa la fine del Tempo pasquale, ma la Pentecoste non sarà conclusa fra 7 giorni! Siamo figli della Pentecoste, chiamati a vivere ancora di più del soffio dello Spirito Santo, non solo invocandolo ogni tanto per ricevere qualche conforto o qualche aiuto, ma vivendo sempre con Lui, rendendoci presenti alla sua Presenza, allacciando con Lui legami di amicizia. E’ vero, lo Spirito Santo non ha un volto umano, è così invisibile ed imprevedibile! Ma ci possiamo fidare di Lui e non saremo mai delusi. Se siamo attenti alla sua azione, sperimenteremo questa sua amicizia attraverso mille manifestazioni concrete lungo le nostre giornate. Toccheremo con mano la sua assistenza nella testimonianza resa al Signore Gesù. Vedremo quante vie aprirà e quante parole adatte ad ogni situazione metterà sulle nostre labbra! "Spirito Santo, ti voglio accogliere come il mio amico! Ti consegno la mia vita! Desidero che la guidi tu! Mandami laddove vuoi, come hai sempre mandato i discepoli di Gesù che si sono resi disponibili per annunciare il Vangelo! E permetti che ti faccia conoscere a chi dice ancora oggi: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo" (cfr. At 19,2) Missionariamente, in Cristo, Pier Aquila
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