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99 Pecore smarrite
di Fr.Aguilà
In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, le
statistiche hanno mostrato che meno dell’1% dei giovani tedeschi con
meno di 18 anni vanno a Messa la Domenica! Qualche anno fa, un Vescovo
del Nord Italia mi diceva che, in 10 anni, la pratica religiosa dei
giovani nella sua Diocesi è letteralmente dimezzata!… Nel Vangelo di
Matteo 18,12, Gesù dice: “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e
ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare
in cerca di quella perduta?” Nella la situazione attuale piuttosto
catastrofica, partendo dalle parole di Gesù, potremmo dire: “Che ve ne
pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce novantanove, non lascerà
forse l’unica rimasta, per andare in cerca di quelle perdute?” Sono
davvero tanti che non conoscono il Buon Pastore, l’Unico che li può
salvare!
Durante le missioni spiagge/strade svolte quest’estate, abbiamo avuto la
dimostrazione che le pecore smarrite si lasciano invitare quando
proponiamo loro di incontrare il Salvatore del mondo. Basta che, nel
Nome di Gesù, usciamo, andiamo per le strade e semplicemente spieghiamo
loro che Qualcuno li aspetta, che Qualcuno li ama e che questo Qualcuno
ha dato la vita per loro e per tutti.
Nella parabola degli invitati al banchetto, in Luca 14,15-24, leggiamo
al versetto 23: “Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e
lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.” E’
la terza volta che i servi sono mandati e devono uscire per invitare la
gente al banchetto! Questa volta, devono uscire dalle strade normali ed
andare lungo le siepi, laddove nessuno osa andare, verso i più lontani,
i più emarginati, perché nessuno deve essere escluso dal banchetto
perché, come il Signore dichiara in Ezechiele 34,6: “Vanno errando tutte
le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne
cura”.
S. Paolo afferma in 2 Cor 5,14-15: “Poiché l’amore del Cristo ci spinge,
al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli
è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se
stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro”. La Parola di
Dio dice in Giovanni 11,51: “… Gesù doveva morire per la nazione e non
per la nazione soltanto,ma anche per riunire insieme i figli di Dio che
erano dispersi”. In quanto discepoli di Cristo, non possiamo
accontentarci che (solo un) un solo uomo su cento trovi la Via, la
Verità e la Vita. Se accogliamo l’Amore del Padre in noi per mezzo dello
Spirito Santo che ci è stato dato (cfr. Romani 5,5), ci preme lo stesso
sentimento di urgenza che abitava il cuore di S. Paolo: Caritas Christi
urget nos!
Certo, non si tratta di trascurare le pecore sane, come leggiamo in
Ezechiele 34,16: “Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò
all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata,
avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia”. E’ Dio
che parla! E come potrà andare in cerca delle pecore oggi, se non
tramite coloro che accettano di essere suoi messaggeri?… Gesù ci manda
verso le “altre pecore che non sono di quest’ovile” e che vuole condurre
(cfr. Giovanni 10,16). Ci manda come dei poveri, come agnelli in mezzo a
lupi, senza borsa, né bisaccia, né sandali (cfr. Lc 10,3-4). Perché
abbiamo bisogno soprattutto di entusiasmo e di fuoco! E poi, bisogna
andare, veramente, concretamente! Si parla tanto di evangelizzazione, ma
quanti vanno per le strade, dietro le siepi?…
Crediamo con tutto il cuore nelle promesse del Signore che afferma in Ez
11,17: “Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in
cui siete stati dispersi”, e in Ez 20,41: “Io vi accetterò come soave
profumo, quando vi avrò liberati dai popoli e vi avrò radunati dai paesi
nei quali foste dispersi: mi mostrerò santo in voi agli occhi delle
genti”.
Evangelizzate, strada facendo! Alleluia!
In Gesù, Pier Aguila
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